Coppia a tre? In Brasile

Avevamo sentito di tutto. Grandissimo dibattito specialmente nella nostra Nazione per il riconoscimento delle coppie di fatto, sia etero sia gay. Ci siamo lamentati per essere uno dei pochi Paesi che ancora non riconosce agli innamorati questo diritto. Abbiamo scritto, urlato. Abbiamo anche manifestato. Ma quando è troppo, è troppo. In Brasile si sta scendendo molto in basso. A mio avviso, descrivere la situazioni con aggettivi come “irrispettoso” e “ridicolo” è forse un eufenismo.

E’ la notizia del giorno, forse anche della settimana e potrebbe diventare quella del mese, se non addirittura dell’anno. In Brasile è legittimo riconoscere le unioni di fatto nonché i matrimoni tra omosessuali e questo è risaputo. Bene. Ora penserete voi “dove sta la novità?”. Questo è quanto: una giureconsulta di San Paolo del Brasile ha certificato la validità di quello che sembra proprio la prima unione di fatto a tre. Avete sentito bene: tre persone anonime del Brasile, un uomo e due donne, già da tempo conviventi, aventi il conto in banca in comune, si sono unite divenendo così una coppia di fatto a tre a tutti gli effetti. Ecco le parole del notaio Claudia do Nascimento Domingues che non ha dubbi o incertezze in merito: “Stiamo soltanto riconoscendo quel che è sempre esistito. Non ci inventiamo nulla. Quel che consideravamo famiglia tempo fa non è necessariamente quel che dovremmo considerare famiglia oggi”. In pratica, i tempi cambiano, evolvono, e la legge si adegua al nuovo millennio.

La polemica, ovviamente, non sta tardando ad arrivare, tanto che alcuni attivisti hanno già mosso le prime critiche. Come Marisa Lobo, psicologa e nota attivista religiosa, che si è chiesta: “La domanda è: che cosa stanno creando questi giureconsulti? Dove ci stanno portando i media? Che cosa vogliono questi gruppi, proponendo alla società valori totalmente distorti?”

Ora, che i tempi evolvono è un dato di fatto, ma non stiamo forse degenerando?

 

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