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Troppi turisti a Castellabate, colpa di “Benvenuti al Sud”

Elevato il numero di turisti, ma soprattutto eccessiva l'invadenza. Dopo il successo cinematografico Santa Maria di Castellabate invasa

di Giusy Scibelli 31 agosto 2012 15:24
Castellabate, Alessandro Siani Benvenuti al Sud

Il film ci ha fatto amare questi luoghi del Cilento, specialmente questo paese piccolo ma suggestivo e caratteristico. Si, stiamo parlando di Santa Maria di Castellabate, località resa nota dal celebre film “Benvenuti al Sud”, con Alessandro Siani e Claudio Bisio. Il film ha sbancato al botteghino e il paese, non troppo celebre tra i turisti prima del successo cinematrografico, ha registrato un aumento positivo di afflusso turistico e quindi conseguenti benefici economici.

Dopo qualche tempo, però, i cittadini del paese lamentano l’eccessiva invadenza dei turisti. Non tanto l’elevato numero di persone quanto i piccoli problemi quotidiani in cui si sono dovuti imbattere dati i comportamenti di alcuni. Secondo quanto riportato su Corriere.it:

Castellabate è diventatameta di pellegrinaggi di migliaia di beceri individui provenienti soprattutto dall’area napoletana. Arrivano perfino in pullman con viaggi organizzati al solo scopo di farsi fotografare nel posto in cui è stata girata una certa scena. Parcheggiano in doppia fila, rendono impraticabile l’unico budello di strada che esiste. Tutti alla ricerca della piazzetta del film, che esiste davvero, e dell’ufficio postale, che invece non c’è mai stato. E quando non lo trovano, a quanto pare, protestano pure chiedendo conto dell’apertura di un bar al posto della sede PT. 
Accanto al castello, sul Belvedere, il posto più incantevole del Paese, da dove si scorge Capri in lontananza, c’è una targa con una frase di Gioacchino Murat. Pare che il re di Napoli l’abbia pronunciata proprio affacciandosi dal Belvedere. Siccome la targa si vede nel film, le torme umane accorse per rivivere le imprese di Claudio Bisio, si mettono in fila per la foto.

I cittadini, dunque, dicono si ai turisti ma no all’eccessiva invadenza di questi ultimi. E questo dovrebbe essere anche prerogativa del viaggiatore: visitare nel totale rispetto delle norme e dei cittadini del luogo, che sia Santa Maria di Castellabate o qualsiasi altro.

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