Bisogna prendere in esame le ragioni della multa per eDreams, visto che in questi giorni stiamo parlando di cifre importanti per l’azienda. L’Antitrust italiana ha inflitto una sanzione di ben 9 milioni di euro al gruppo eDreams (coinvolgendo le società Vacaciones eDreams, eDreams International Network ed eDreams S.r.l.) per pratiche commerciali scorrette. Al centro della contestazione c’è il servizio in abbonamento “Prime”, promosso attraverso strategie definite dall’Autorità come manipolatorie e ingannevoli.
Le informazioni emerse finora a proposito della multa per eDreams
Secondo quanto emerso dall’istruttoria, la piattaforma avrebbe utilizzato i cosiddetti “dark patterns” per orientare le scelte degli utenti. Tra le tecniche finite sotto accusa figurano la pressione temporale e la scarsità artificiale: messaggi volti a creare un’urgenza fittizia nel consumatore, spingendolo a sottoscrivere l’abbonamento per timore di perdere un’offerta imminente.
L’Autorità ha evidenziato diverse criticità strutturali nel processo d’acquisto:
Mancanza di trasparenza. Le informazioni sui reali vantaggi e sui costi di Prime sono state giudicate ambigue. Inoltre, il prezzo finale variava in modo poco chiaro a seconda che l’utente arrivasse direttamente sul sito o tramite comparatori (metasearch).
Preselezione automatica. Il sistema impostava di default la variante più onerosa, ovvero “Prime Plus”, limitando la libertà di scelta.
Addebiti impropri. Diversi utenti, pur non avendo i requisiti per il periodo di prova gratuita, venivano indotti ad attivarla, ritrovandosi poi con un addebito immediato del canone annuale senza alcun preavviso adeguato.
Ostacoli al recesso. Una volta sottoscritto l’abbonamento, cancellarsi diventava un’impresa. L’Antitrust ha rilevato l’adozione di tattiche di “ritenzione” aggressive, attuate anche attraverso un servizio clienti poco collaborativo, per impedire agli utenti di esercitare il proprio diritto di recesso.
Le reazioni delle associazioni dei consumatori non si sono fatte attendere. Massimiliano Dona (UNC) ha accolto con favore la sanzione, definendola un segnale forte contro chi sfrutta la vulnerabilità psicologica degli acquirenti online. Anche il Condacons ha parlato di una “giungla” nel settore viaggi, sottolineando come le nuove forme di abbonamento spesso nascondano insidie e convenienze solo apparenti, aggravate da tecniche invasive di marketing.
Questa decisione segna un punto di svolta nella lotta alle strategie digitali che forzano il consenso, riaffermando il diritto del consumatore a navigare e acquistare in un ambiente trasparente e privo di condizionamenti indebiti. Staremo a vedere se la multa per eDreams porterà con sé una svolta anche per altri operatori di questo mercato, alla luce delle tante lamentele che sono arrivate dagli utenti negli ultimi anni. Di sicuro, se ne parlerà a lungo.