Quando si parla dei viaggi Stati Uniti, sono diverse le immagini che si palesano nella mente.
Ci sono i fotogrammi di città come New York, con i suoi scorci iconici che, da decenni e decenni, sono un caposaldo dell’immaginario popolare occidentale anche grazie al cinema.
Ci sono le strade lunghissime che si percorrono durante i coast to coast, viaggi che, a modo loro, fanno fare un salto indietro nel tempo a un periodo in cui i pionieri erano impegnati nella ricerca dell’oro.
Da non dimenticare sono poi i deserti, paesaggi meravigliosi e surreali che, se si ha in programma un viaggio negli USA, non possono non essere inclusi fra le tappe del tour.
Vediamo, nelle prossime righe, alcune curiosità che li riguardano (e sulle quali è bene essere informati per godersi tutto al meglio).
Un dettaglio da 2001: Odissea nello Spazio
Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle curiosità sui deserti USA dallo Utah.
L’immenso deserto che possiamo trovare in questo stato è finito sulle pagine di tutti i giornali per una scoperta che, a molti, ha ricordato un dettaglio della storica pellicola 2001: Odissea nello Spazio, uno dei film più celebri di Kubrick.
Di cosa stiamo parlando? Di un monolite in metallo avvistato, in una zona le cui coordinate precise non sono state rese note, da una spedizione di biologi attivi presso la Utah Division Wildlife.
Gli esperti in questione erano impegnati in una ricognizione in elicottero avente uno scopo ben diverso: contare gli esemplari di pecora di Bighorn, un mammifero che vive in territori impervi e i cui maschi sono noti per le notevoli dimensioni delle loro corna, che possono superare i 14 kg di peso.
Con un’altezza di circa 3-4 metri, il monolite, che sarebbe in acciaio, si trova in un canyon e, secondo diversi studiosi, non è di origine naturale.
Le teorie sulla sua origine sono state fin da subito diverse: c’è chi ha parlato dell’opera di un artista grande fan della pellicola di Kubrick e chi, invece, ha chiamato in causa l’intervento di una civiltà extraterrestre.
Chi sposa questa seconda teoria si appella al fatto che fino ad ora, trascorsi diversi anni dalla scoperta, nessun artista ha rivendicato a gran voce la paternità dell’opera.
Altrettanto vero è che, nel corso dei decenni, in tutta l’area occidentale degli USA sono comparse svariate installazione di land art. Una delle prime, risalente al 1969, si trova in prossimità del confine fra lo Utah e il Nevada.
Gli alberi del Joshua Tree National Park
Il Joshua Tree National Park è un luogo da visitare assolutamente se si ha in programma un viaggio oltreoceano.
Fra le sue caratteristiche troviamo il fatto di essere all’interno di un’ampia area che accoglie ben due deserti: quello del Mojave e il deserto del Colorado.
Nella zona del deserto del Mojave è possibile ammirare numerosi alberi che colpiscono al primo sguardo per le loro forme contorte, definite da alcuni grottesche.
Sempre nel territorio di questo deserto, spicca un’altra area protetta che vale la pena visitare.
Stiamo parlando del Mojave National Preserve, un parco noto agli appassionati di deserti per via della presenza delle Kelso Dunes.
Queste ultime rappresentano l’ennesimo esempio della magia della natura: quando vi si cammina sopra, il rumore della sabbia che cade lungo i crinali ricorda quello di un canto.
In attesa dello sbarco su Marte
Su quando avverrà lo sbarco di umani su Marte si discute spesso: c’è chi ha già dato date “ufficiali” per questo avvenimento epocale.
Si tratta di Elon Musk che, con la sua SpaceX, ha in progetto di inviare una spedizione sul pianeta rosso fra il 2029 e il 2031.
In attesa della concretizzazione di tutto ciò, c’è ovviamente chi si sta esercitando sul nostro pianeta, grazie a luoghi che ricordano molto il suolo marziano.
Alcuni di questi si trovano nel territorio del già citato deserto dello Utah. Nei pressi della località di Hanksville, sorge infatti la Mars Desert Research Station.
Questa stazione scientifica è nata per riprodurre, nei limiti del possibile, le condizioni di vita sul pianeta rosso.
Non a caso, è stato scelto uno dei luoghi più inospitali di tutta la Terra. Costruita nei primi anni 2000, ospita per brevi periodi equipe di astronauti che, con dettagli studiati senza lasciare nulla al caso, lavorano per testare le condizioni di vita in un’ipotetica base su Marte.
Fra le missioni più celebri è possibile citare quella che, nel 2017, ha visto 6 astronauti guidati dall’italiana llaria Cinelli trascorrere alcune settimane in contesti di metratura estremamente contenuta, ma caratterizzati dalla presenza di spazi comuni, bagni, camere da letto e laboratori scientifici.