Nel Buckinghamshire, sesso gratis per disabili

In Inghilterra aprirà la prima casa di appuntamenti per disabili

di Monia Ruggieri 1 febbraio 2013 23:16

Avete capito bene. Anche se a prima vista sembrerebbe una altra frontiera del sesso sdoganata, in realtà, secondo un altro punto di vista, potrebbe essere un nuovo modo di “ghettizzare” i diversamente abili. In ogni caso, nel Buckinghamshire, in Inghilterra, verrà aperta la prima “casa chiusa” per disabili. Per l’inaugurazione dovremmo aspettare ancora qualche mese: è prevista soltanto nel 2014.

L’idea è di Becky Adams, la quale possedeva diverse case di appuntamenti. Circa un anno fa ha deciso di mettere in piedi un’associazione chiamata ParaDoxies. Lo scopo di quest’associazione è quello di mettere in contatto persone disabili con delle prostitute di alcune case chiuse, le quali offrono i propri servizi gratuitamente e volontariamente.

“Il nostro è uno scopo nobile, educare le persone con disabilità a una sessualità sana e a conoscere meglio il loro corpo, quindi non si tratta in realtà di una casa di appuntamenti. I disabili hanno le loro relazioni come le persone normodotate. Si sposano, convivono, hanno rapporti sessuali esattamente come chiunque altro. Però, come chiunque altro, a volte possono sentire il bisogno di ricorrere al sesso a pagamento o di avere un contatto con una persona estranea, e noi vogliamo dar loro questo diritto, come lo hanno le persone che non hanno una disabilità. A volte, però, questo non è possibile perché le lavoratrici del corpo non pensano all’accessibilità dei loro appartamenti quando si stabiliscono in un posto”.

Ha asserito Adams, che ha così continuato:

“Un altro esempio può essere quello di una persona autistica a cui poter mostrare come rimorchiare una donna… Poi ci sono quei clienti che non possono avere un rapporto sessuale completo, ma che magari hanno piacere nell’avere un contatto fisico con una bella signora. Molte delle persone che si offrono per lavorare nel centro che aprirò sono ex infermiere, o persone che comunque hanno lavorato in strutture per disabili, quindi sanno come comportarsi in tutte le situazioni”. 

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