Come ottenere il nulla osta per lavorare all’estero

Ecco come ottenerlo

di Monia Ruggieri 26 ottobre 2012 15:18

Volete andare all’estero alla ricerca di un lavoro? In questi tempi di crisi economica forse lasciare il nostro Paese per cercare fortuna altrove è l’unica alternativa. Ma come fare? Quali documenti occorrono? Ecco la nuova procedura per ottenere il nulla osta. Dal 15 settembre 2012, infatti, sono cambiate le regole e le modalità per richiedere il nulla osta per il lavoro degli italiani all’estero.

Il processo per la richiesta è stato completamente dematerializzato, anche se fino al 31 gennaio 2013 è previsto un periodo sperimentale nel quale è ancora possibile inoltrare la richiesta optando per il vecchio procedimento. Quello attuale è totalmente telematico, infatti sul portale Ciclavoro è presente il LIE (Lista Italiani all’Estero), un sistema  cha ha il compito di sostituire la proceduta vecchia, ovvero quella basata principalmente sull’invio di documenti cartacei verso il Ministero del Lavoro, il Ministero degli Affari Esteri e verso la Direzione Regionale del lavoro competente.

Il LIE fondamentalmente è rivolto a quelle aziende che hanno l’intento di trasferire i propri dipendenti in Paesi extra UE,  a quei datori di lavoro italiani che, avendo delle altre sedi in Paesi extracomunitari, vorrebbero far trasferire e quindi assumere lavoratori italiani per quelle sedi. Ma in realtà è utile ed indispensabile anche per tutti quei lavoratori italiani che vorrebbero fare un’esperienza lavorativa al di fuori dell’UE. Successivamente il Ministero del Lavoro verifica l’idoneità dei Paesi coinvolti e decide così se permettere all’azienda di procedere con le assunzioni. Poi entra in gioco il LIE, infatti l’azienda ha il compito di individuare tra i cittadini italiani iscritti alla Lista coloro i quali vuole impiegare all’estero, e richiedere conseguentemente il nulla osta che verrà rilasciato dalla Direzione Regionale del lavoro di competenza.

Richiedere i nulla osta, quindi, non è affatto difficoltoso. Più “pesante” probabilmente è il pensiero di cambiare Paese, lasciando affetti e famigliari, per incanalarsi in un nuovo mondo.

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