La migliore cucina italiana? Quella abruzzese

Vacanza in Abruzzo quest'anno? Sì, grazie. Soprattutto se amate la buona cucina.

di Monia Ruggieri 1 agosto 2013 9:25

Se amate mangiare bene e non avete ancora idea di dove trascorrere le vostre prossime vacanze, ecco qualche utile consiglio che vi faciliterà nella scelta della meta. Secondo l’indagine condotta da Confesercenti-Ref tra i vari turisti stranieri che hanno scelto il nostro Belpaese per le loro vacanze, è l’Abruzzo la regione nella quale si mangia meglio.

Infatti partendo da una scala di partenza che va da 1 a 10, l’Abruzzo si è classificato al primo posto con una media di 9,06. Seguito da Campania, Basilicata, Calabria ed Emilia Romagna. Altra importante nota positiva riguarda la cortesia, prontamente giudicata dai turisti stranieri che hanno dato all’Abruzzo un voto più che positivo: 8,61, facendolo classificare al terzo posto, con alle spalle soltanto la Sardegna e Basilicata. Buoni voti  anche per la qualità delle strutture ricettive (voto medio 8,12), per la sicurezza (8,33) e per l’ambiente (8,64). L’unica pecca, se così vogliamo chiamarla, riguarda le informazioni ai turisti (voto 6,79) e sul patrimonio artistico (7,81).

Il presidente di Confesercenti Abruzzo, Bruno Santori, ed il direttore Enzo Giammarino spiegano:

«I risultati di questa indagine dimostrano che le imprese turistiche abruzzesi stanno scegliendo la qualità come arma di competizione con le nuove destinazioni turistiche e questa è l’unica strada che si può percorrere».

E ancora:

«Molto è ancora da fare, ma aver superato regioni storicamente attente al turismo straniero, e averlo fatto su fronti competitivi come la qualità della cucina e la cortesia, è un enorme risultato per il sistema delle imprese turistiche abruzzesi».

Concludendo, Santori e Giammarino, sostengono che:

«Il merito è della lungimiranza degli imprenditori, che anche grazie al supporto della Confesercenti come di altre associazioni di categoria, investono risorse proprie nelle missioni promozionali all’estero, nella formazione specialistica del personale, nella scelta di materie prime del territorio. Dalle istituzioni deve arrivare uno sforzo maggiore: questo è il vero petrolio dell’economia abruzzese».

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