Rincari su metro e bus a Roma

Aumentano i prezzi del trasporto pubblico a Roma, dal 25 Maggio.

di Monia Ruggieri 14 maggio 2012 10:38

In tempi di crisi come questo, come non potevano mancare gli aumenti anche a Roma? La città amata dagli italiani e adorata dagli stranieri, a partire dal 25 maggio “subirà” dei rincari he coinvolgeranno il trasporto pubblico. Infatti l’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici romani, ha annunciato un aumento delle tariffe per quel che riguarda e biglietti (e di conseguenza anche gli abbonamenti) del servizio pubblico urbano. Quindi sia che dobbiate andare a lavoro sia che vogliate spostarvi per visitare questo o quel monumento, dovete metter mano al portafoglio e pagare di più.

Infatti, ad esempio, se prima una corsa in metro aveva il costo di 1 euro, dal 25 maggio avrà un prezzo di 1,50 euro; la durata, però, del titolo di viaggio aumenterà dai 75 ai 100 minuti (anche se è bene ricordare che il biglietto sarà comunque valido per un solo viaggio in metro o sulla linea urbana). Anche le altre tipologie di biglietti dunque aumenteranno, ad esempio, quello valido per una giornata, dunque 24 ore dal momento in cui viene obliterato, il Big per intenderci, costerà 6 euro; mentre l’abbonamento valido per tre giorni, il Bti, costerà 16,50 euro e quello da sette giorni avrà un prezzo di ben 24 euro.

Anche gli abbonamenti classici, come quelli mensili o annuali, subiranno un forte rincaro. Le tessere mensili, infatti, che avevano un costo di 30 euro, si pagheranno dal 25 maggio ben 35 euro, mentre gli abbonamenti ordinari annuali raggiungeranno il costo di 250 euro. Certamente dopo il 25 maggio ci sarà ancora qualcuno che avrà a disposizione i biglietti senza rincaro, questi saranno validi fino al 31 luglio, poi dovranno essere sostituiti con dei nuovi titoli di viaggio presso una delle tante biglietterie Atac presenti in città. Gli abbonamenti avranno valore fino alla data di scadenza degli stessi.

Ovviamente non verranno eliminate le agevolazioni per i cittadini aventi diritto, come i disoccupati, i diversamente abili, gli over 65 e gli studenti.

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