Calabria sconosciuta: la Riviera di San Francesco

La zona è totalmente valdese, tanto che non vi sembrerà di essere in Italia, durante la visita. Visite che sono organizzate dal “Centro Culturale Gian Luigi Pascale” che gestisce anche il museo

di Roberto S. 4 Ottobre 2019 11:48

La Calabria è una terra bellissima e misteriosa, ancora tutta da scoprire, in gran parte sconosciuta. Una delle regioni più antiche, storicamente. Tra le prime ad essere abitate, e tra le prime ad essere colonizzate dai Greci, che hanno lasciato tracce importanti in tutta la regione.

Tra le tante zone sconosciute, c’è la Riviera di San Francesco, nella provincia di Cosenza, che in pochi conoscono, nonostante racchiuda tanti piccoli tesori artistici, come i piccoli borghi ancora intatti e immersi nel passato.

La Riviera di San Francesco fu cantata anche da Eise Osman, scrittore argentino, che rimase affascinato dai piccoli centri storici come quello di Guardia Piemontese, con la vista sul mare ma arroccato su una collina.

Oggi prende il nome di Guardia Piemontese, perché quando arrivarono i Valdesi, qui tutto cambiò. Era solo La Guardia, prima delle persecuzioni del 1200, con la sua torre costruita due secoli prima, quando i Saraceni infestavano i mari e bisognava avvistarli subito, per mettere al riparo la popolazione.

I Valdesi diventarono la prima comunità, e oggi sono ancora ben attaccati alle proprie origini. Qui infatti, si parla l’occitano della Francia meridionale, ed è la lingua ufficiale, accanto all’italiano, anche a scuola.

La tradizione Valdese

La zona è totalmente valdese, tanto che non vi sembrerà di essere in Italia, durante la visita. Visite che sono organizzate dal “Centro Culturale Gian Luigi Pascale” che gestisce anche il museo per raccontare la storia dei valdesi e della lingua occitana in queste terre.

Qui gli esuli poterono professare la fede valdese, anche se isolati, per non urtare i cattolici. Nel giugno del 1561 però molti furono massacrati, e la storia cambiò di nuovo. La porta del sangue che apre la cittadina al visitatore ricorda proprio quel momento. Da lì potrete accedere al centro lungo le viuzze del borgo e tra i gatti addormentati.

Il museo è un piccolo tuffo nel passato, e conserva ancora gli abiti antichi dei valdesi e dei cittadini cattolici, con vestiti da sposa dai pizzi preziosi, nastri d’oro e velluti, penagli e grembiuli.

La vostra gita può continuare tra i piccoli laboratori degli artigiani che ancora usano fare gli abiti con i telai a mano. E dagli artigiani si passa alla splendida piazzetta con vista sulle Eolie e Capo Palinuro, mentre alle spalle, i boschi della collina colorano il panorama.

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