Consigli per lavorare ad Amsterdam

Di cosa è necessario disporre se si ha intenzione di lavorare nella capitale olandese?

di Giusy Scibelli 10 ottobre 2012 15:51

Quando si parla di cercare lavoro all’estero, anche solo per l’esperienza di qualche mese, tra le città più gettonate compare sicuramente Amsterdam. La capitale olandese d’altronde attira turisti ed aspiranti lavoratori specialmente per lo spiccato senso di libertà che si avverte nell’aria. Ma ora passiamo a qualche consiglio pratico: cosa sapere se si ha intenzione di trasferirsi per lavorare ad Amsterdam.

Per i cittadini dell’Unione Europea dovrebbero insorgere problematiche per quanto attiene visto di soggiorno o di permesso di lavoro. Ovviamente vi sono cose necessarie, come il So.Fi (Social-Fiscal) Nummer, un conto in banca e l’iscrizione al registro degli immigrati, ma quest’ultima è una questione che non pregiudicherà la vostra assunzione. Il conto in banca è quasi obbligatorio in quanto la maggior parte delle aziende, lì nei Paesi Bassi, paga sul conto bancario ed evitano di versare denaro su conti esteri. E per ottenere il proprio conto bancario è necessario il So.Fi Nummer.

Il modo più semplice e rapido per trovare lavoro anche ad Amsterdam, sta nella combinazione internet più agenzie di lavoro. Non è semplice però poter trovare un lavoro a distanza, già dall’Italia, inviando il proprio CV (ovviamente dovete tenerlo pronto!). Si tendono a scartare le candidature di coloro che non sono ancora in possesso del So.Fi Nummer e che non sono ancora stabilmente trasferiti in città. Un suggerimento utile è quello di rendere disponibili i vostri curriculum vitae anche sui siti MonsterBoard.nl e LinkedIn: sappiate che infatti molte aziende potrebbero contattarvi proprio grazie ad essi. Anche consultare la community italiansonline.net, consultando la sezione Olanda, può avere i suoi vantaggi. Quindi sbrigatevi con i vostri “clic” e attivate la ricerca.
Saper parlare inglese è ovviamente sempre una risorsa in più dalla quale partire anche per poter ambire ad una posizione più “alta” rispetto agli impieghi più semplici e meno “prolissi” diciamo.

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