Hotel in crisi, il 2013 è iniziato male

La crisi ha colpito anche il settore vacanziero, causando un forte calo in termini di prenotazioni in hotel

di Monia Ruggieri 10 febbraio 2013 11:02

Con la crisi che schiaccia letteralmente gli italiani, pensare a viaggi e vacanze è pura utopia. Difatti in queste prime settimane del 2013 non sono state da meno, tanto che la Federalberghi ha lanciato un vero e proprio allarme circa il calo delle presenze nelle strutture ricettive italiane. Si parla, infatti, di un -9,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La inchiesta svolta dal 3 al 7 febbraio su 2.322 imprese, ha evidenziato, secondo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca:

«che rispecchia chiaramente la crisi dei consumi delle famiglie, si assomma una lieve flessione delle presenze alberghiere degli stranieri pari all’1,1%».

«Il 2013, turisticamente parlando, parte in modo estremamente preoccupante per uno dei pochi settori economici che nonostante tutto continua a produrre giro d’affari ed occupazione un dato in caduta libera del -5,4% a gennaio (rispetto al gennaio 2012), con una flessione del 4,5% per i lavoratori a tempo indeterminato ed una debacle del -7,0% per i lavoratori a tempo determinato».

Ha continuato Bocca.

Federalberghi, quindi, per risollevare la situazione, ecco cosa prevede:

«il varo di iniziative promozionali per garantire maggiori flussi turistici, corsie preferenziali di credito per assicurare quella liquidità indispensabile allo svolgimento dell’attività imprenditoriale e misure specifiche sul mercato del lavoro. Il tutto sotto il coordinamento di un Ministero del Turismo con portafogli».

Anche il segretario nazionale dell’ Associazione italiana Alberghi per la gioventù nonché consigliere vicario del Forum Nazionale dei Giovani con delega alla cultura e turismo, ovvero Carmelo Lentino, concorda con le parole del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca:

 «È indispensabile ridare vita ad un Ministero del Turismo, con portafoglio, che possa effettuare realmente attività di coordinamento tra tutte le amministrazioni e, in particolare, tra le Regioni».

Gian Franco Fisanotti, presidente di Unionturismo, l’ associazione nazionale delle aziende e degli enti pubblici e privati di promozione e di accoglienza turistica, ha sostenuto l’importanza del turismo:

«Il turismo è un nodo vitale per l’economia italiana, unico dei pochi segmenti capace ancora di produrre occupazione e reddito, ma nessuno se ne occupa»

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