In vacanza con il pancione

Aspettate un bambino e non sapete come comportarvi in vacanza? Ecco qualche suggerimento utile!

di Monia Ruggieri 11 luglio 2013 13:07

Ormai le vacanze sono davvero alle porte. Molti di voi sono in ferie, altri ci andranno a breve. Ed immagino che ci siano diverse donne in dolce attesa piene di dubbi su come comportarsi in vacanza. Vacanza sì o vacanza no con il pancione? Assolutamente sì! Non c’è da preoccuparsi, l’importante è fare attenzione e prendere le dovute precauzioni.

Con una gravidanza fisiologica, “cioè esente da patologie in corso, una donna gravida non è diversa dalle altre. Nel senso che può scegliere liberamente il luogo di villeggiatura, e anche fare sport, se lo ha sempre praticato”, secondo il ginecologo Marco Occhipinti.

Al mare: per trascorrere una vacanza ed una gravidanza tranquilla puoi scegliere il mare. L’ideale è recarsi in spiaggia al mattino presto o nel pomeriggio inoltrato, questo per evitare il solleone e le alte temperature. Questo perché con il caldo eccessivo  “la pressione sanguigna può abbassarsi improvvisamente e causare colpi di calore, cali improvvisi di pressione e svenimenti”, afferma il dottor Occhipinti.

In montagna“se la gravidanza ha un decorso tranquillo e privo di complicanze, non vi sono motivi di vietare la montagna”, assicura il dottor Occhipinti, che aggiunge: “occorre far attenzione durante l’ultima fase della gravidanza  quando l’aumento dell’utero e lo sviluppo corporeo del feto possono creare affaticamento e qualche difficoltà di respirazione. Inoltre in quota l’aria è in generale più secca, ed è importante garantire la corretta idratazione”.

In viaggio: nel primo trimestre occorre fare molta attenzione, poiché dietro l’angolo vi è il rischio di un aborto spontaneo.  “Anche se è un’eventualità che non comporta pericoli importanti per la salute della donna, è da considerare nel caso di maternità lungamente desiderata o età avanzata della donna”, spiega Marco Occhipinti. Nel secondo e terzo trimestre il feto è ben formato, “quindi gli eventi patologici sono statisticamente rari. Si abbassa molto il rischio di aborto rispetto al primo trimestre, ma nell’eventualità che accada è più pericoloso per la salute della donna”.

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