Lo Stato contrario agli omosessuali

Mentre in Europa ci si apre ai matrimoni omosessuali, in Nigeria la cosa è considerata reato

di Monia Ruggieri 1 giugno 2013 14:55

Purtroppo recentemente è stata approvata una legge in Nigeria che condanna totalmente i matrimoni omosessuali. Dopo vari successi europei, da ultimo quello in Francia, ci troviamo di fronte ad un ennesimo attacco omofobo.

Lo Stato in questione è la Nigeria. “Jail All The Gays”, questo il nome della proposta di legge, è passata. Ciò significa che è vietato in tutto lo Stato qualsiasi matrimonio omosessuale e non solo: infatti questa legge colpisce anche le persone omosessuali che non sono unite in matrimonio. La Nigeria, in sostanza., condanna ogni essere omosessuale e, di conseguenza, ogni suo diritto.

“Il momento del voto doveva accadere, era pensato da novembre dello scorso anno, nessuno se l’aspettava. C’è stato un sacco di instabilità politica in questi ultimi giorni. Ci sono un sacco di domande circa la legittimità del presidente e della Camera dei Rappresentanti. E’ un modo scioccante da parte loro di cercare di ottenere il loro scopo attraverso quei problemi politici, facendo passare questo disegno di legge. Se il presidente firma la proposta di legge sarà il primo paese nella storia recente a criminalizzare le persone omosessuali nella costituzione. E avrà un grande impatto. L’Uganda sarà il prossimo, la Sierra Leone li seguirà”.

Bisi Alimi, un attivista gay nigeriano, ha così commentato la triste vicenda.

Questa assurda e omofoba legge stabilisce pene detentive fino a 14 anni a discapito di ogni minimo diritto di un soggetto omosessuale. Quello che è ancora più agghiacciante, è che chiunque conosca un essere umano omosessuale deve necessariamente dichiararlo alle autorità, altrimenti potrebbe rischiare il carcere per 5 anni. Anche chi ha partecipato alle nozze di una coppia gay, rischia fino a 10 anni di reclusione. Per non parlare di due persone omosessuali che si sono congiunte in matrimonio: rischiano la bellezza di 14 anni di carcere.

Che vita è questa? Dove nessuno può liberamente esprimere quello che è.

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